venerdì 7 agosto 2015

IL VERO BIG BANG



IL VERO BIG BANG

Il Big Bang ha 3,7 miliardi di anni, ciò vuol dire che 3,7 miliardi di anni fa c’è stata l’esplosione di materia che ha creato l’universo.

Per noi è impossibile farsi un’idea di un tempo così enorme, arriviamo a pensare a cento anni in riferimento a genitori e nonni. Possiamo arrivare a immaginare duemila anni in base ai racconti di religione, qualche mille ancora dai racconti biblici. Il nostro cervello non può immaginare milioni di anni e tantomeno migliaia di milioni, cioè miliardi (in inglese bilioni).

Gli scienziati però hanno fatto il possibile per confonderci ulteriormente le idee.

Il Big Bang ha sparato materia in ogni direzione e cioè ha creato una sfera intorno a se. Quindi la rappresentazione dell’universo deve essere una sfera con al suo centro il Big Bang.

Invece ce lo fanno vedere come un triangolo o un cono con il Big Bang al vertice.

Trieste, 7 agosto 2015

Adriano Balestra

lunedì 25 maggio 2015

GLI ANIMALI PENSANO E PARLANO



GLI ANIMALI PENSANO E PARLANO

Tutti gli animali hanno un loro linguaggio, siamo noi umani a non capirlo.

Tuttavia chi ha un cane o un gatto sa benissimo che ogni suono emesso da questi animali ha un significato ed è sempre accompagnato da movimenti del corpo. Noi, quando parliamo, ci limitiamo ad agitare le mani.

Io ho la fortuna (nel senso dei soldi che ho speso) di avere due pappagalli “Cenerini dalla coda rossa”. Il primo “LORO” è nato nel 2004, il secondo “MARIO” è nato nel 2012. Loro ha un repertorio di frasi umane che usa sempre in modo appropriato. Esempio: sto lavorando al PC e lui mi fa “Cosa fai? Computer?”.

Un mio conoscente, quando gli ho raccontato dei progressi nel parlare del pappagallo, mi ha detto: si, ma glielo hai insegnato tu! Al che gli ho risposto: perché tu sei nato che sapevi parlare o te lo ha insegnato qualcuno?

Il Mario invece è stato istruito completamente da Loro ed è diventato un chiacchierone.

Tutti e due si conoscono e si chiamano per nome e così pure con i due canarini “Piccolo” e “Bruno”. A me si rivolgono chiamandomi “Adriano”. Sono le prime bestie che mi chiamano per nome, a parte tutte le altre bestie (quelle umane).

Sono molto affettuosi sebbene all’inizio, sia con uno che con l‘altro, ho dovuto far buon uso di cerotti per i becconi ricevuti.

Concludo dichiarandomi d’accordo con chi asserisce che gli animali non hanno un’anima, come sono certo che non ce l’abbiano neppure gli umani.

Adriano Balestra

25 maggio 2015

domenica 18 gennaio 2015

DNA, CROMOSOMI, GENI

DNA, CROMOSOMI, GENI

Cerchiamo di chiarire i rapporti che intercorrono fra i tre personaggi del titolo.

Le idee sui cromosomi sono abbastanza chiare. Gli esseri umani ne hanno 23 copie e quindi 64. I più famosi sono il cromosoma  X e quello Y. Se la coppia è X X sei una femmina, se la coppia è X Y sei un maschio.

Il DNA è anche abbastanza conosciuto nella sua configurazione a doppia elica.

Anche dei geni se ne parla parecchio. Ha ereditato il gene di quel carattere fisico, ecc.

Vediamo di fare un po' di chiarezza, anche se non troppo scientifica.

I cromosomi, uno attaccato all'altro formano il DNA (Acido DesossiriboNucleico) che non è normalmente lineare come nei disegni della doppia elica ma raggomitolato all'interno del nucleo delle cellule. Solo al momento della suddivisione della cellula si distende.

Sopra ai cromosomi, come fossero dei peli ci sono i geni.

19 gennaio 2015


Adriano Balestra

sabato 23 agosto 2014

LIBRO, CINEMA E FUMETTI

LIBRO, CINEMA E FUMETTI

Ci sono tre modi classici di raccontare qualcosa, anzi quattro se consideriamo il racconto a voce.

Libro: ti costringe ad immaginare personaggi e luoghi, il risultato è che la tua interpretazione del racconto sarà diverso da quella di altra persona.

Cinema: lo stesso racconto viene ristretto a una o due ore di visione tagliando e adattando il contenuto del libro. Ti toglie la fatica di immaginare personaggi e luoghi.

Fumetti: parlando di quelli grafici ti illustrano personaggi e luoghi in modo molto semplice, con le frasi che escono dalla bocca in forma di "fumetto". Una volta venivano chiamati "cartoni animati" da cui rimane il termine internazionale di "cartoons". Il contenuto è estremamente semplificato, come lo spirito dei suoi lettori.


Adriano Balestra, 23 agosto 2014

martedì 15 aprile 2014

LA PROVA DELL'EVOLUZIONISMO

FINALMENTE LA PROVA DELL'EVOLUZIONISMO

Dopo 2.000 anni di dubbi, incertezze, teorie contrarie, finalmente la Scienza è arrivata a dimostrare la veridicità della teoria dell'Evoluzionismo dell'essere umano.

Certo la scoperta del DNA ci aveva avvicinati parecchio ma non bastava per far ricredere i convinti della teoria contraria e cioè quella del Creazionismo.

Ci son voluti secoli di esperimenti, ma nessuno dava la certezza matematica che l'Uomo era il prodotto dell'evoluzione di esseri primitivi che a loro volta erano il prodotto di altri esseri più primitivi ancora, fino a risalire alle prime forme di vita sulla Terra.

C'era per di più la teoria che l'Uomo discendesse dalle Scimmie, smentita però dalla più recente teoria che l'Uomo e le Scimmie discendessero da un comune antenato ma per linee diverse.

Finalmente un team di scienziati dopo una lunga giornata di studio , affaticati, decidono di farsi una doccia. Non appena si tolgono scarpe e calze lanciano un grido di meraviglia.

I loro piedi avevano le dita con tanto di unghie. Appendici totalmente inutili e fastidiose perché le unghie continuavano a crescere e bisognava tagliarle.
Assomigliavano alle dita delle mani ma non erano prensili (adatte alla presa).

Questo dimostra senza ombra di dubbio che in origine l'Uomo era quadrumane e con il passare del tempo le dita dei piedi si stanno atrofizzando.

A meno che qualcuno non insista sull'immagine e somiglianza.

Trieste, 14 aprile 2014

Adriano Balestra


domenica 19 gennaio 2014

ATEO, AGNOSTICO O CREDENTE

ATEO, AGNOSTICO O CREDENTE

Adriano Balestra

Questo post non è a contenuto religioso e non prende posizione a favore di nessuno dei tre termini del titolo.

E' mia intenzione solo far chiarezza sul significato letterale degli aggettivi che spesso vengono travisati (anche dagli esperti in materia).

ATEO: la A iniziale è sempre privativa e vuol dire "senza" e teo vuol dire Dio. In effetti nega l'esistenza di un dio personalizzato ma non nega l'esistenza di un'entità superiore spesso chiamata Natura.

AGNOSTICO: la A, come sopra è privativa e vuol dire "senza" e gnostico vuol dire che conosce. Quindi l'agnostico dichiara di non conoscere. Purtroppo tanti si dichiarano agnostici e non sanno cosa vuol dire questa parola.

CREDENTE: normalmente si intende chi ha fede in ciò che gli viene detto in tema di religione, senza bisogno di dimostrazioni.

Come unica considerazione, mia personale, ritengo che agnostici lo siamo tutti in quanto in tutti i campi della vita ne sappiamo poco o niente.

Adriano Balestra

19 gennaio 2014

domenica 12 gennaio 2014

IL CERVELLO E IO

IL CERVELLO E IO
Adriano Balestra

Pensavo di intitolare questo scritto "IO E IL MIO CERVELLO" ma io non sono padrone del cervello, caso mai è lui che è il mio padrone.
Quando si parla di cervello e mente si deve intendere:
Cervello = insieme di cellule e cioè neuroni (100 miliardi), glia (1000 miliardi). In pratica un ammasso chimico di circa 1 chilo e mezzo.
Mente: insieme di tutte le elaborazioni di queste cellule e cioè pensieri, memorie, istinti, ecc.
Non c'è niente di metafisico o spirituale. Lo stesso meccanismo lo troviamo in tutti gli animali (spesso in modo migliore di quello degli umani).
Comunque io e lui abbiamo un dialogo continuo e spesso in contrasto. Gli chiedo: ma perché mi hai fatto fare questo o quello?
Classico è il fatto che ti ritrovi in una stanza e non ti rendi conto perché.
Il trucco classico è quello di uscire e rifare il percorso (e funziona).
Io invece mi fermo nella stanza e dico al cervello: perché mi hai fatto venire qui?
In un attimo lui mi dice che sono lì per un libro, una camicia, un attrezzo.
Comunque io e lui ci vogliamo molto bene.
Trieste, 12 gennaio 2014


lunedì 11 novembre 2013

KALINKA & CHELSEA SC

KALINKA & CHELSEA SC

Il termine Kalinka si riferisce ai frutti del viburno mentre malinka (малинка) indica il lampone.
Testo russo
Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя!
Ах, под сосною, под зеленою, Спать положите вы меня! Ай-люли, люли, ай-люли, Спать положите вы меня.
Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя!
Ах, сосенушка ты зеленая, Не шуми же надо мной! Ай-люли, люли, ай-люли, Не шуми же надо мной!
Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя!
Ах, красавица, душа-девица, Полюби же ты меня! Ай-люли, люли, ай-люли, Полюби же ты меня!
Калинка, калинка, калинка моя! В саду ягода малинка, малинка моя!
Traslitterazione
Kalinka, kalinka, kalinka moja! V sadu jagoda malinka, malinka moja!
Ach, pod sosnoju, pod zelenoju, Spat’ položite vy menja! Aj-ljuli, ljuli, aj-ljuli, Spat’ položite vy menja.
Kalinka, kalinka, kalinka moja! V sadu jagoda malinka, malinka moja!
Ach, sosenuška ty zelenaja, Ne šumi že nado mnoj! Aj-ljuli, ljuli, aj-ljuli, Ne šumi že nado mnoj!
Kalinka, kalinka, kalinka moja! V sadu jagoda malinka, malinka moja!
Ach, krasavica, duša-devica, Poljubi že ty menja! Aj-ljuli, ljuli, aj-ljuli, Poljubi že ty menja!
Kalinka, kalinka, kalinka moja! V sadu jagoda malinka, malinka moja!

Traduzione (non letterale)
O viburno rosso di casa mia,
dove in giardino fioriscono i lamponi.
Bacche di bosco,
lasciatemi dormire,
sotto il pino verde odoroso.
E voi fate piano
non turbate i miei sogni leggeri.
Ma tu dolce fanciulla,
quando accetterai l’amore mio?
Dimmi che mi ami….....

Nel 2003 il magnate russo Roman Abramovič (Роман Абрамович) comprò la squadra di Calcio del Chelsea FC. Da allora Kalinka viene suonata prima o dopo le più importanti partite casalinghe del Chelsea Football Club, come ad esempio in occasione del confronto di Champions League contro il FC Barcelona e della finale di Carling Cup.


martedì 29 ottobre 2013

NIBIRU 12° PIANETA

NIBIRU, 12° PIANETA DEL SISTEMA SOLARE
IMPIEGA 3.600 ANNI PER COMPLETARE LA SUA ORBITA IN SENSO ANTIORARIO
(CONTRARIO AL SENSO ORARIO DEGLI ALTRI PIANETI)
AL TEMPO DEL DILUVIO UNIVERSALE, 13.000 ANNI FA, ERA VICINO ALLA TERRA
DILUVIO 11.000   AC
PIU' UN'ORBITA 3.600 7.400  AC
PIU' UN'ORBITA 3.600 3.800  AC
PIU' UN'ORBITA 3.600 200  AC ULTIMO PASSAGGIO VICINO ALLA TERRA
PIU' UN'ORBITA 3.600 3.400  DC PROSSIMO PASSAGGIO VICINO ALLA TERRA

Dati ricavati dal libro "Il pianeta degli dei" di Zecharia Sitchin
Elaborazione di Adriano Balestra ottobre 2013

martedì 20 agosto 2013

EURO 99,99

EURO 99,99

Ormai tutti i prezzi finiscono con un nove.
Gli esperti di marketing sanno benissimo che funziona, praticamente giocano sulla prima impressione che ha il cervello umano, cioè sulle prime due cifre.
Tu compri un articolo del prezzo di 100 euro ma ti sembra di spendere di meno. L'unica seccatura, oltre la presa in giro, è che ti ritrovi nelle tasche una monetina da un centesimo, il resto.
Io sono uno studioso del cervello e dei neuroni, tutti i 100 miliardi che abbiamo nel chilo e mezzo di materia grigia, e mentre con i prezzi cerco subito di stabilire la cifra vera, mi sono lasciato fregare in un altro campo.
Ho la casa piena di orologi, quelli a radio controllo, prezzo infimo, garantiti made in China (funzionano alla perfezione).
Se mi alzo di notte, guardo l'orologio sul muro e memorizzo l'ora sulle prime due cifre, non facendo caso alle altre due dopo la virgola (parliamo di digitale).
Quando ritorno a letto, guardo la sveglia a lancette (parliamo di analogico) sul comodino e scopro che non sono le quattro virgola qualcosa, ma le cinque meno un paio di minuti.
Qui dobbiamo per forza credere al detto popolare "la prima impressione è quella che conta".
Morale, adesso ho vicino ad ogni orologio digitale, uno a lancette, bello grande e, naturalmente, cinese.
A proposito del made in China, per i detrattori, ho due super centraline, posizionate sul poggiolo, con trasmissione dati a distanza, una per ora, temperatura, umidità, e una meteorologica per vento, pioggia, previsioni. Inoltre ho un orologio radio controlled a parete.
La marca di dei tre apparecchi è "OREGON scientific". Sul libretto della stazione meteo c'è scritto "made in Hong Kong" da tanti anni Cina. Sull'orologio (non sul libretto) c'è scritto "made in prc" Popular Republic of China.
Adriano Balestra 20/08/2013


giovedì 18 luglio 2013

QUANTO E' BELLA LA VITA

QUANTO E' BELLA LA VITA

La vita dura dalla nascita alla morte, tranne per chi ne avrà una seconda dopo la morte. Beato lui o disgraziato lui, se ripeterà la squallida esperienza della prima.
Non è il caso mio in quanto ho la tranquilla certezza che tutto finirà in quel giorno.
Quindi niente premi e niente castighi.
Voglio però dare alcuni consigli per vivere nel modo migliore il periodo che la Natura ci ha assegnato.
Noi abbiamo un passato, un presente e un futuro.
Il futuro non possiamo conoscerlo ma possiamo progettarlo e cercare di ottenere dei risultati vicini alle nostre aspettative.
Il presente lo viviamo, però dura solo un istante.
Il passato è il tesoro della nostra vita. Il passato è quello di un'ora fa', di un mese fa', di anni fa'.
Il trucco per rendere significativa la vita è semplice. Guardiamoci indietro ed apprezziamo le cose che ci sembrano buone, nel contempo facciamo tesoro di quelle che sono andate male e cerchiamo di fare in modo che non succedano più.
E' tanto bello alla fine di una giornata trascorsa con amici o parenti, ma anche da soli, rivederla ed essere contenti.
E' tanto bello dopo una vita fatta di cose belle ma anche di tante sofferenze, poter dire: tutto sommato lo rifarei completamente.
Grazie Natura!


Adriano Balestra, 18 luglio 2013

sabato 22 giugno 2013

DARWIN

DARWIN
Tutti sanno chi era Charles Darwin, e i problemi che ha scatenato con la sua teoria dell'evoluzionismo in contrapposizione al creazionismo.
Pochi sanno che Darwin fece un viaggio, all'età di 22 anni, dal 1831 al 1836, durata cinque anni. Fece il giro del mondo con particolare riguardo alle coste del Sudamerica.
Nel 1859 pubblicò il libro "L'origine delle specie". Non è un libretto, siamo a livello di mille pagine.
Nel 1871 pubblicò il libro "L'origine dell'uomo" (altre mille pagine). Lui stesso, in prefazione, dichiara che il libro era pronto già all'epoca del primo, dodici anni prima, ma l'opposizione che gli fu' fatta su "L'origine delle specie" lo sconsigliò di farlo.
A tutt'oggi "L'origine dell'uomo" è ignorato o meglio censurato. Oltre a dar fastidio ai creazionisti, parla di differenze razziali e quel che più dà fastidio di differenze sessuali fra uomo e donna.
I due libri si possono scaricare da Internet, in versione italiana, sebbene in italiano dell'epoca e quindi un po' obsoleto (ma anche questo è cultura), e poi le dimensioni degli scritti, che però si possono seguire a capitoli scelti.


Adriano Balestra             22 giugno 2013

sabato 25 maggio 2013

UNO SCHIAFFO PER RICORDARE


UNO SCHIAFFO PER RICORDARE

Nel film "Le Crociate" 2005 di Ridley Scott, con Orlando Bloom, durante la difesa di Gerusalemme contro Saladino, il Cavaliere Baliano di Ibelin nomina cavalieri tutti gli uomini presenti e a un servo, dopo averlo insignito con la spada sulla spalla, gli dà uno schiaffo affinché non dimentichi quel giorno.

Nel film "Il Marchese del Grillo" 1981 di Mario Monicelli, Con Alberto Sordi, quando ghigliottinano un prete eretico, Fra' Bastiano, davanti ad un folto pubblico, Alberto Sordi dà uno schiaffo alla sua accompagnatrice e lo stesso fanno tutti i genitori con i propri bambini. Sordi spiega che così non dimenticheranno che le cattive azioni vanno punite.

Lo schiaffo è simbolico ma noi tutti abbiamo qualche ricordo dell'infanzia legato ad un trauma, piccolo o grande.

Il cervello però sa difendersi quando il trauma è troppo grande e il suo ricordo potrebbe essere dannoso. E' il caso dell'amnesia retrograda a seguito di una commozione cerebrale.

Io personalmente ho avuto tre esperienze del genere.
Incidente con la moto a sedici anni. Commozione cerebrale, prognosi riservata, qualche giorno d'ospedale e poi tutto a posto. Io tuttora non ricordo nulla, ma i presenti mi hanno raccontato il fatto.

Incidente con gli sci in allenamento per le gare di slalom gigante, cinque anni fa', non c'era nessuno e mi sono ripreso che ero in piedi. Elettroencefalogramma, visite varie e poi tutto a posto. Non ho mai saputo cos'è successo.

Incidente domestico, due anni fa', lavoro al computer seduto su una sedia tipo ufficio con le rotelline. Immagino che mentre mi stavo sedendo, la sedia è volata via. mi sono svegliato con la faccia a terra in un lago di sangue. Non ricordo assolutamente nulla.
La mia testa comunque funziona ancora bene, almeno così mi illudo io.

Adriano Balestra,                       maggio 2013

martedì 21 maggio 2013

EL CONDOR PASA


EL CONDOR PASA


El Cóndor Pasa è una zarzuela (opera teatrale musicale spagnola)  la cui musica fu composta dal peruviano Daniel Alomía Robles nel 1913 su un testo di Julio de La Paz (pseudonimo del drammaturgo limegno "di Lima" Julio Baudouin y Paz).
Questa zarzuela include anche l'omonima canzone basata sulla musica tradizionale andina del Perù, dove fu dichiarata Patrimonio Culturale della Nazione nel 2004.
El Condor Pasa raggiunse fama mondiale nel 1970 quando il  brano musicale  fu cantato dal duo Simon e Garfunkel.
Su Youtube trovate diverse versioni, quella di Simon e Garfunkel in inglese e altre suonate con il flauto di Pan modello andino.
Questo pezzo ebbe l'onore di essere inserito nel Disco d'Oro caricato sulle sonde Voyager, lanciate verso lo spazio profondo nel 1977, col compito di rappresentare l'umanità davanti ad eventuali specie extraterrestri.

Testo della canzone
Versione in spagnolo
Traduzione in italiano
Oh majestuoso Cóndor de los Andes,
llévame, a mi hogar, en los Andes,
Oh Cóndor.
Quiero volver a mi tierra querida y vivir
con mis hermanos Incas, que es lo que más añoro
oh Cóndor.

En el Cusco, en la plaza principal,
espérame
para que a Machu Picchu                                  y Huayna Picchu
vayamos a pasear.
Oh maestoso Condor delle Ande
portami a casa mia, sulle Ande
Oh Condor
Voglio tornare alla mia amata terra e vivere
con i miei fratelli Inca, che è ciò che più rimpiango
Oh Condor

A Cuzco, nella piazza principale
aspettami
affinché sul Machu Picchu                                       e sull'Huayna Picchu
andremo a passeggiare.


domenica 19 maggio 2013

PICCOLE MISURE DI SICUREZZA PERSONALE


PICCOLE MISURE DI SICUREZZA PERSONALE

Non te lo dice nessuno, forse perché non fa notizia o perché non lo sanno perché non glielo hanno detto.
Si tratta di piccoli accorgimenti che però potrebbero salvarti la vita.

AUTOBUS E TRENO
In autobus e in treno, dato che non esistono cinture di sicurezza, conviene sedersi  con la schiena rivolta al senso di marcia. In caso di incidente, non verrete proiettati in avanti. L'unico inconveniente è che vedrete il paesaggio scorrere in senso contrario, ma probabilmente lo conoscete a memoria e non lo guardate nemmeno e poi un paesaggio visto in avanti non vale una ferita e tantomeno la vita.

AEREO
Mi trovavo in aereo per motivi di lavoro e appena finita la fase di decollo, mi accorgo che il mio vicino di sedile non si slaccia la cintura di sicurezza (obbligatoria in decollo e in atterraggio). Gli faccio notare che può liberarsi da quell'impaccio.
Lui mi dice che è un medico e che poco tempo addietro si trovava in servizio all'aeroporto di Linate a Milano. Atterra un aereo che aveva subìto un vuoto d'aria. Nessun morto, ma un disastro di feriti con ossa rotte in quanto erano stati proiettati dai sedili verso il tetto dell'aereo.
Mi fa notare che la cintura, anche allentata ma allacciata (in aereo la cintura non è a tracolla ma in vita) non dà alcun fastidio anche se il viaggio dura ore.
In caso di bisogno fisiologico è chiaro che slacci la cintura. Se capita il vuoto d'aria mentre stai pisciando, farai bene ad andare dall'esorcista.

19 maggio 2013
Adriano Balestra

venerdì 17 maggio 2013

LA CIRCOLAZIONE LINFATICA


LA CIRCOLAZIONE LINFATICA

La circolazione linfatica ha il compito di drenare i liquidi accumulati nel derma e negli organi e di immetterli, sottoforma di linfa circolante, nei vasi linfatici che infine la inseriscono nel torrente venoso a livello dei grossi vasi del collo: la vena succlavia sinistra e destra.
Abbiamo due tipi di linfa:
- linfa interstiziale o liquido intercellulare, ché è plasma privato delle proteine pesanti;
- linfa circolante, che scorre nei vasi linfatici e si differenzia dalla precedente per la presenza dei linfociti e per una maggiore quantità di proteine.
Le vie linfatiche hanno inoltre una grande importanza per le difese organiche in quanto lungo i vasi linfatici troviamo quelle particolari strutture che sono le linfoghiandole o linfonodi. I linfonodi sono  dislocati lungo i vasi linfatici. Nel linfonodo possiamo distinguere una capsula connettivale esterna ed all’interno una zona corticale superficiale e una zona midollare più profonda.
I linfonodi hanno il compito di filtrare e depurare la linfa circolante e lo fanno mediante due meccanismi:
1) produzione di anticorpi da parte dei linfociti;
2) blocco meccanico di batteri, virus, cellule tumorali attraverso i macrofagi che si trovano all’interno del linfonodo.
Questo ci fa capire come qualsiasi processo infettivo rappresenti una controindicazione al linfodrenaggio.
Nel nostro corpo abbiamo 600 linfonodi che hanno la caratteristica di riunirsi in stazioni linfoghiandolari. Le stazioni linfoghiandolari si dividono in superficiali e profonde. Quelle superficiali sono facilmente palpabili e le più importanti vanno palpate prima di ogni linfodrenaggio. Quelle profonde sono localizzate a livello dei vari organi e non possono essere palpate.
La linfa giunge ad una stazione linfoghiandolare per mezzo dei collettori linfatici pre-linfonodali e fuoriesce per mezzo dei collettori linfatici post-linfonodali. La circolazione linfatica a differenza di quella sanguigna non ha l’azione di pompa del cuore e quindi è una circolazione che deve essere attivata.
L’organismo, oltre ovviamente al linfodrenaggio manuale completo che aumenta la velocità di scorrimento della linfa di 10 volte allo stesso modo dell’esercizio fisico (fare un linfodrenaggio manuale completo da un punto di vista circolatorio equivale a fare attività fisica), presenta dei meccanismi interni che tentano di pompare la linfa e che sono:


1.    contrazione muscolare (equivale all’esercizio fisico);
2.    pulsazioni delle arterie: queste ultime decorrono in senso contrario ma parallele alle vene e la loro pulsazione insieme alle valvole unidirezionali a farfalla costituisce un ottimo sistema di pompaggio;
3.    variazione della pressione intratoracica con il respiro.
I vasi linfatici si classificano in base al loro calibro in:
capillari linfatici: iniziano a fondo cieco nel derma e costituiscono la rete periferica assorbente. Sono costituiti da una unica fila di cellule poste su di una membrana basale finestrata (cioè con pori);
pre-collettori linfatici: sono quei piccoli vasi linfatici che uniscono la rete periferica assorbente ai veri e propri vasi linfatici. Essi hanno una struttura del tutto simile ai capillari e presentano in più un tessuto muscolare liscio involontario;
collettori linfatici: sono i veri e propri vasi linfatici che hanno il caratteristico aspetto a collana di perle o a chicchi di rosario, cioè presentano dei restringimenti che si susseguono. La struttura che va da un restringimento all’altro prende il nome di linfangione. I collettori si contraggono 5/7 volte in un minuto;
tronchi linfatici: derivano dall’unione dei collettori efferenti, hanno la struttura delle grosse arterie e delle grosse vene.

I vasi Iinfatici penetrano con i loro capillari in quasi tutti i tessuti dove raccolgono la linfa in eccesso negli spazi fra cellula e cellula. Nel torace sono situati i due maggiori tronchi collettori della linfa: il dotto toracico, che sbocca nella vena succlavia sinistra; e la grande vena linfatica che sbocca nella vena succlavia destra.

Balestra Adriano                                            maggio 2013